Biblioteca dei documenti della Chiesa
Redemptionis Sacramentum
Istruzione · Congregazione per il Culto Divino · 25 marzo 2004
Leggi il testo ufficialeIn una frase
Un'istruzione del 2004 della Congregazione per il Culto Divino, preparata con la Congregazione per la Dottrina della Fede, stabilisce norme per la celebrazione dell'Eucaristia e indica alcune pratiche che definisce abusi da correggere.
Che cosa dice
- nn. 14, 19La liturgia è regolata dall'autorità della Chiesa: la Sede Apostolica e il Vescovo diocesano, secondo le norme del diritto. Il Vescovo diocesano è il moderatore, il promotore e il custode della vita liturgica della sua Chiesa.
- nn. 51–52, 64La Preghiera eucaristica è proclamata dal solo sacerdote, per intero. Non si deve tollerare che i sacerdoti compongano proprie Preghiere eucaristiche, e l'omelia è riservata al sacerdote o al diacono, «ma mai a un laico».
- nn. 40, 45I laici prendono parte attiva alla liturgia, ma ciò non significa che ciascuno debba avere un compito concreto. I ministeri laicali devono evitare una «clericalizzazione» dei laici e del clero.
- nn. 81, 90–92La Santa Comunione va data a coloro che hanno le disposizioni richieste. Chi è consapevole di un peccato grave deve prima confessarsi, e i fedeli possono riceverla sulla lingua o nelle mani, dove lo permetta la Conferenza Episcopale.
- nn. 172, 184L'istruzione elenca gli abusi gravi e stabilisce i rimedi. Ogni cattolico può presentare un reclamo per un abuso liturgico al Vescovo diocesano, e poi alla Sede Apostolica.
Che cosa ha cambiato
Riprende norme liturgiche già in vigore e ne stabilisce di ulteriori che le spiegano e le completano, per assicurare un apprezzamento più profondo della liturgia (Preambolo). Afferma che la riforma liturgica ha contribuito grandemente a una partecipazione più consapevole e attiva, pur rilevando abusi che persistono (n. 4). Non intende essere un compendio di tutte le norme sull'Eucaristia (Preambolo).
Letture errate più comuni
Ciò che si sente dire: Redemptionis Sacramentum vieta ogni creatività nella liturgia.
Ciò che dice il testo: Il testo dice che si concede «un'ampia flessibilità per una creatività appropriata» nei canti, nelle letture, nelle preghiere e nell'omelia, «secondo le norme liturgiche stabilite» (n. 39). Ciò che respinge è la modifica arbitraria dei testi (n. 59). nn. 39, 59
Ciò che si sente dire: La Santa Comunione può essere ricevuta solo in ginocchio e sulla lingua.
Ciò che dice il testo: Il testo dice che i fedeli ricevono «in ginocchio o in piedi, come determinerà la Conferenza dei Vescovi» (n. 90), che ciascuno dei fedeli ha diritto di ricevere sulla lingua, e che l'ostia può essere data nelle mani dove la Conferenza ne abbia il permesso (n. 92). Non è lecito negare la Comunione solo perché una persona desidera inginocchiarsi o stare in piedi (n. 91). nn. 90–92
Ciò che si sente dire: Un laico può tenere l'omelia quando non è disponibile un sacerdote.
Ciò che dice il testo: Il testo dice che l'omelia «dovrebbe essere data ordinariamente dallo stesso sacerdote celebrante» e può essere data da un diacono, «ma mai a un laico» (n. 64). La predicazione da parte di laici fuori dalla Messa è permessa solo in alcuni casi, e l'Ordinario del luogo decide ogni singola istanza (n. 161). nn. 64–66, 161
Passi chiave
“The regulation of the Sacred Liturgy depends solely on the authority of the Church, which rests specifically with the Apostolic See and, according to the norms of law, with the Bishop”
n. 14
“is too great for anyone to permit himself to treat it according to his own whim”
n. 11
“Although each of the faithful always has the right to receive Holy Communion on the tongue, at his choice”
n. 92
Dove ricorre
2 analisi citano questo documento.
- Return to Tradition dice che i ministri straordinari sono nati «in spregio al Vaticano». Roma stessa li ha creati nel 1973Parlando dei decreti di Gaylord, Anthony Stine dice che i ministri laici della Comunione si sono introdotti negli anni Settanta contro la volontà del Vaticano. La facoltà fu concessa da un’istruzione vaticana approvata da Paolo VI. Ha ragione sul fatto che Roma non ha mai richiesto la Messa rivolta al popolo.Leggi l’analisi
- LifeSite definisce «abusi liturgici» i decreti di Gaylord; in parte sono permessi dal diritto liturgico, uno è in tensione con essoLifeSiteNews riferisce con esattezza i decreti di mons. Jeffrey Walsh sulla Messa rivolta al popolo e sui ministri laici, ma l’etichetta «abusi liturgici» comprende pratiche che il diritto consente, e la sua citazione di san Tommaso rinvia a un articolo che non esiste.Leggi l’analisi
Citazioni e numeri di paragrafo sono stati verificati sul testo ufficiale il 14 ottobre 2026.