Contesto
Aggiornamento — 7 ottobre 2026
- Il 28 settembre Viganò ha pubblicato su X una critica al discorso di Leone XIV del 25 settembre al Palazzo dell'Eliseo. LifeSiteNews l'ha ripubblicata con un titolo secondo cui il Papa promuoverebbe «l'esatto opposto del Magistero»; Viganò ha obiettato ai riferimenti favorevoli del discorso a pensatori dell'Illuminismo e al modo in cui vi viene trattato il motto repubblicano della Francia (LifeSiteNews; vatican.va; cronologia). Fino al 7 ottobre non era stato riferito alcun cambiamento nella sua situazione canonica.
Panoramica
L'arcivescovo Carlo Maria Viganò, nunzio apostolico della Santa Sede negli Stati Uniti dal 2011 al 2016 e arcivescovo titolare di Ulpiana, è passato in sei anni dall'accusare papa Francesco di aver gestito male il caso di Theodore McCarrick a respingere sia l'autorità del papa sia il Concilio Vaticano II. Il 5 luglio 2024 il Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) ha annunciato che un processo penale extragiudiziale lo aveva riconosciuto colpevole del delitto di scisma e ha dichiarato che era incorso nella scomunica automatica (latae sententiae) (comunicato del DDF; bollettino della Sala Stampa della Santa Sede). Si veda il profilo di Carlo Maria Viganò.
La «testimonianza» del 2018
Tardi il 25 agosto 2018, mentre papa Francesco iniziava il secondo giorno di una visita in Irlanda, due siti cattolici conservatori statunitensi hanno pubblicato una dichiarazione scritta di Viganò di 11 pagine, come riferì NPR. Egli affermava che Benedetto XVI aveva imposto restrizioni al allora cardinale McCarrick intorno al 2009 o 2010, che lui stesso aveva informato personalmente Francesco sulla condotta di McCarrick nel giugno 2013 e che quelle restrizioni erano state poi revocate; chiedeva inoltre a Francesco di dimettersi. Viganò ha confermato al Washington Post di aver scritto il testo, ma ha rifiutato ulteriori commenti. Sul volo di ritorno Francesco ha detto di averlo letto e di non voler rispondere nei dettagli, lasciando che fossero i giornalisti a giudicarlo (NPR).
Sono subito emersi dubbi. America ha osservato che non era chiaro se Benedetto avesse davvero rimosso McCarrick dal ministero pubblico, dato che McCarrick aveva continuato a svolgere funzioni clericali in quegli anni, e che la dichiarazione non sosteneva che Francesco fosse a conoscenza di denunce di abusi su minori da parte di McCarrick.
Il Rapporto McCarrick (novembre 2020)
Il rapporto della Santa Sede su McCarrick, pubblicato nel novembre 2020, citava Viganò centinaia di volte. Secondo il National Catholic Reporter, esso contestava la sua descrizione delle «sanzioni» dell'epoca di Benedetto, citava numerosi casi in cui McCarrick teneva informato Viganò dei propri viaggi e impegni pubblici mentre Viganò era nunzio, e osservava che, quando il cardinale Marc Ouellet chiese a Viganò nel 2012 di valutare se le accuse contenute nella causa di un chierico contro McCarrick fossero credibili, Viganò non compì quei passi. In un'intervista con Raymond Arroyo su EWTN, Viganò ha respinto le accuse del rapporto e ha affermato che gli investigatori non avevano mai chiesto la sua versione (Catholic World Report).
2020: il Concilio, la «chiesa profonda» e il Great Reset
In un saggio datato 9 giugno 2020, Viganò ha risposto a un saggio del 1° giugno del vescovo Athanasius Schneider sulla libertà religiosa e sulla diversità religiosa, ma è andato oltre Schneider, considerando lo stesso Concilio come fonte delle deviazioni successive. Il commentatore vaticanista Sandro Magister ha scritto che un rifiuto globale del Concilio era sull'orlo dello scisma, se non oltre (NCR); in replica, Viganò ha difeso l'idea che il Concilio dovesse essere messo da parte e dimenticato (InfoVaticana). Schneider, invece, ha proposto di correggere formalmente specifici passaggi anziché mettere da parte il Concilio. Il 9 luglio 2020 circa 50 sacerdoti, accademici e giornalisti hanno firmato una lettera di ringraziamento a entrambi i presuli per aver chiesto un dibattito sul Vaticano II, e in seguito FSSPX.News ha riferito di oltre 1.100 ulteriori firmatari (FSSPX.News). Viganò ha inoltre spiegato le sue posizioni in un'intervista a The Catholic Thing.
Nello stesso mese ha indirizzato una lettera aperta, datata 7 giugno e pubblicata da LifeSiteNews, al presidente Donald Trump. Vi inquadrava la pandemia di COVID-19 e i disordini seguiti all'uccisione di George Floyd come parte di una lotta spirituale tra bene e male, identificava la parte avversa con uno «stato profondo» e descriveva una «chiesa profonda» parallela all'interno del cattolicesimo. Trump ha elogiato la lettera su Twitter il 10 giugno (NCR; Catholic World Report). Una seconda lettera aperta, datata 25 ottobre 2020, presentava il «Great Reset» del World Economic Forum come un piano di un'élite globale per sottomettere l'umanità con misure coercitive. La Anti-Defamation League ha descritto quella lettera come fondativa della teoria del complotto del «Great Reset»; The Remnant l'ha pubblicata con il titolo Viganò sul Great Reset. Per il tema più ampio, si veda massoneria e teorie del complotto.
Il processo penale del 2024
Secondo Avvenire e The Pillar, il congresso del DDF ha deciso il 10 maggio 2024 di aprire un processo extragiudiziale, giudicando superflua un'indagine preliminare. Un decreto datato 11 giugno ha convocato Viganò per comparire il 20 giugno. Come riportato dalla Catholic News Agency, gli si contestavano dichiarazioni pubbliche che negavano elementi necessari alla comunione con la Chiesa: la negazione della legittimità del papa Francesco, la rottura della comunione con lui e il rifiuto del Concilio Vaticano II. Gli è stato comunicato che poteva farsi rappresentare da un avvocato e che, senza comparizione o difesa scritta entro il 28 giugno, sarebbe stato giudicato in contumacia.
Il 20 giugno Viganò ha pubblicato il decreto su X e ha dichiarato di considerare l'accusa un onore (CNA). In una dichiarazione diffusa per primo da LifeSiteNews, ha affermato di non riconoscere l'autorità del dicastero, del suo prefetto, il cardinale Víctor Manuel Fernández, né quella del papa che lo aveva nominato (NCR). Non si è presentato e, alla scadenza del 28 giugno, ha diffuso invece una lunga dichiarazione ulteriore (Inside the Vatican).
Il congresso si è riunito il 4 luglio per concludere il caso. Il comunicato del DDF del 5 luglio affermava che le sue posizioni pubbliche mostravano un rifiuto di riconoscere e di sottomettersi al Sommo Pontefice, un rifiuto della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti e il rifiuto della legittimità e dell'autorità magisteriale del Concilio Vaticano II. Lo ha dichiarato colpevole del delitto riservato di scisma ai sensi dei canoni 751 e 1364 del Codice di Diritto Canonico, ha dichiarato la scomunica latae sententiae ai sensi del canone 1364 §1, ha precisato che la remissione della censura è riservata alla Sede Apostolica e ha indicato che la decisione gli è stata comunicata il 5 luglio (DDF; Vatican News). The Pillar ha notato che il dicastero non lo ha ridotto allo stato laicale, benché il diritto canonico lo avrebbe consentito.
Che cosa significa la dichiarazione
Un processo penale extragiudiziale ha natura amministrativa: Avvenire ha spiegato che è più rapido e offre all'accusato meno garanzie procedurali, anche se gli resta il diritto di difesa. La pena latae sententiae si incorre per effetto dello stesso atto; il compito del DDF è stato accertare il delitto e dichiarare la pena. L'apologeta di Catholic Answers Jimmy Akin ha sottolineato questo punto, sostenendo che il Vaticano ha stabilito che Viganò si era scomunicato da sé, anziché imporgli una nuova sanzione. The Tablet ha riassunto l'effetto pratico: la scomunica è la pena più grave che la Chiesa infligge a un battezzato e preclude l'accesso ai sacramenti.
Reazioni nei media tradizionalisti e conservatori
La copertura nei media tradizionalisti è stata tempestiva. The Remnant ha riferito della convocazione come notizia d'attualità; LifeSiteNews ha diffuso la dichiarazione di giugno di Viganò; Inside the Vatican ha pubblicato la sua dichiarazione del 28 giugno. FSSPX.News, il servizio di informazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ha riferito la sentenza e ha precisato che era stato condannato in sua assenza. Il vescovo Athanasius Schneider, che nel 2020 si era confrontato con la critica di Viganò al Concilio, ha sostenuto pubblicamente che scomunicarlo sarebbe stato imprudente (Gloria Dei). Nei media cattolici generalisti, in precedenza, il suo percorso era già stato messo in discussione: nel 2020 una rubrica del National Catholic Reporter si chiedeva chi gli fosse ancora accanto.
Dal 2024
Nel marzo 2026 Viganò ha pubblicato quelle che ha detto essere lettere del Vaticano che prima confermavano e poi annullavano un'udienza privata con Leone XIV prevista per l'11 dicembre 2025 (InfoVaticana). Nel giugno 2026 ha pubblicato una lettera a Leone, datata 25 gennaio 2026, in cui negava di essere scismatico, metteva in dubbio la legittimità della scomunica e chiedeva che la sua situazione canonica fosse riesaminata, come riferito da InfoVaticana. Nel luglio 2026 Integrity Magazine ha riferito che ha appoggiato il ricorso canonico della Fraternità Sacerdotale San Pio X contro il decreto del luglio 2026 che scomunicava i suoi vescovi (Integrity Magazine; si veda consacrazioni FSSPX 2026). Nelle fonti consultate, fino al 7 ottobre 2026 non risultava alcuna risposta pubblica della Santa Sede alla sua richiesta, né alcun cambiamento nella sua situazione canonica.
Che cosa tenere d'occhio
Poiché la remissione della censura è riservata alla Sede Apostolica, eventuali cambiamenti nella situazione canonica di Viganò dovrebbero venire dalla Santa Sede (DDF). Conviene seguire eventuali nuove dichiarazioni vaticane, qualsiasi riconciliazione o ricorso, e il modo in cui i media tradizionalisti che pubblicano i suoi scritti descrivono la sua situazione.