Michael J. Matt è il direttore di The Remnant, il giornale cattolico tradizionalista fondato nel 1967 da suo padre, Walter Matt. Il giornale afferma che lo dirige dal 1994, che ne ha fondato il braccio video, Remnant TV, e che conduce il suo programma The Remnant Underground (The Remnant; Wikipedia). È cofondatore e presentatore della conferenza annuale Catholic Identity Conference (Catholic Identity Conference), la cui edizione del 2021 aveva come tema «Guerra santa: la regalità di Cristo contro il Grande Reset» (The Fatima Center). La conferenza del 2026 si è svolta vicino a Pittsburgh dal 2 al 4 ottobre, con il vescovo Athanasius Schneider come relatore principale (InfoVaticana; The Remnant).
Nel 2000 ha scritto a quattro mani We Resist You to the Face con Atila Sinke Guimarães, John Vennari e Marian Horvat, un libro che il suo editore presentò come una resistenza pubblica agli insegnamenti del Concilio e di Giovanni Paolo II che gli autori ritenevano contrari al Magistero (Tradition in Action). Nel 2019 ha promosso lo slogan «Unite the Clans», che esortava i tradizionalisti a non attaccare i propri alleati per una purezza insufficiente; il padre John Zuhlsdorf ha sostenuto l'appello (wdtprs.com), e OnePeterFive ha poi indicato la frase come fondamento della propria linea editoriale (OnePeterFive).
Durante il pontificato di Francesco Matt ha criticato il papa; ad esempio, nel dicembre 2021 lo ha presentato come un pontefice che si rivolgeva contro i cattolici legati alla liturgia e ai sacramenti tradizionali (The Remnant), e si è unito ai redattori di Catholic Family News in un'accusa pubblica contro il papa (OnePeterFive). È stato criticato da più parti: un saggio di Catholic Answers Magazine sosteneva che lui e Christopher Ferrara attribuiscono ai propri avversari posizioni che questi non hanno (Catholic Answers), mentre il sito sedevacantista Novus Ordo Watch gli rimprovera di aver continuato a riconoscere come papa un pontefice che egli accusava di grave errore (Novus Ordo Watch).
Dopo il conclave del 2025 ha pubblicato una lettera aperta a Leone XIV, sostenendo che i cattolici tradizionali sarebbero i più forti alleati del nuovo papa se questi riportasse la Chiesa alla tradizione (The Remnant). In seguito ha consigliato pazienza, citando il permesso concesso al cardinale Raymond Burke di celebrare la messa tradizionale nella basilica di San Pietro (The Remnant). Nel 2026 ha criticato Leone in modo più diretto: ad agosto ha definito «il più grande errore» di Leone un monito papale contro il ritiro nelle certezze religiose (The Remnant), e a settembre ha collegato la catechesi di Leone sulla Gaudium et spes a una critica più ampia del Concilio Vaticano II (The Remnant). Vedi media di critica papale e di resistenza.